venerdì 19 ottobre 2012

Dal sogno all'incubo.

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Scrivere un libro, vederlo pubblicato e trovarlo sugli scaffali delle librerie: un sogno per tanti. Nel mio caso un incubo.

Per la mia "opera prima" Hasta la Fin del Mundo... in Vespa!, scritto nell'arco di oltre due anni di lavoro dedicandogli qualche ora ogni sera e nei fine settimana, sottoscrissi il contratto editoriale con le Edizioni Acar il 23 febbraio 2009. Non mi chiesero soldi per la pubblicazione. Mi rendevo conto che fosse un contratto fortemente penalizzante nei miei confronti, riuscii a limare qualche spigolo ma non più di tanto. Mi dissi che, come in tutto, dovevo adattarmi e subire una sorta di scotto del debuttante. Scelsi quindi di accettare quanto mi veniva proposto dal momento che, nonostante tutto, alcuni punti che ritenevo fondamentali erano presenti: avrei potuto contare su di un importante distributore a livello nazionale la ALI (Agenzia Libraria International) e avrei avuto la tutela della S.I.A.E. (Società Italiana degli Autori ed Editori) a garanzia delle mie spettanze.

Il volume è stato commercializzato a partire dal giorno della sua presentazione, avvenuta al Castello di Collalto a Susegana (TV): era il 3 ottobre 2009.

per ingrandire cliccare sull'immagine
Un anno e mezzo più tardi, non disponendo ancora di dati certi sulle vendite del libro, a seguito di una mia specifica richiesta alla S.I.A.E. la stessa mi comunicava:
"(...) dalle ricerche effettuate sul sistema informatico di gestione dei contrassegni SIAE per opere librarie non risultano commesse a nome dell'Editore da Lei indicato circa l'opera (...).
Venne quindi a mancarmi la fondamentale garanzia di un ente terzo rispetto alle parti, da me ritenuta fondamentale nella decisione di accettare quel contratto.

Non avevo mai pensato, nemmeno lontanamente, di arricchirmi con la pubblicazione di questa mia "opera prima", ma non avrei mai nemmeno immaginato di trovarmi a vivere una situazione tanto avvilente. Nessun compenso mi è stato mai corrisposto dalle Edizioni Acar, ne per quanto pattuito per l'acquisizione dei diritti di pubblicazione, ne per le royalties maturate dalle vendite del volume. Vendite di cui non avrò mai la certezza dei numeri

Con questo messaggio voglio ringraziare chi mi ha letto, e siete davvero molti più di quanti avrei mai potuto immaginare (calcolando per difetto un lettore per ogni copia siete almeno 1.500*, da una stima fatta incrociando il numero di copie stampate dichiarate dal tipografo con i dati di vendite, distribuzione e resi forniti dal distributore, che ha confermato la mia idea di un operatore serio e professionale ed ha capito la mia assurda situazione senza farmi mai mancare la sua assistenza). La mia vera gratificazione sono i vostri commenti che continuo a ricevere. Un "successo" per il quale devo e voglio anche ringraziare tutti quelli che in questi anni hanno parlato del mio libro sui loro giornali o durante le loro trasmissioni, sia in TV che in radio, e tutti quelli che mi hanno invitato a presentarlo ai lettori:  fino ad oggi oltre trenta incontritutti frutto del passaparola o della mia iniziativa diretta.

Spero di potermi presto svegliare e vedere la fine di questo incubo, e ringrazio chi mi sta aiutando mettendo a disposizione la sua professionalità a questo scopo.

* al 31/12/2012 la stima è di quasi 2.000 copie


* * *  AGGIORNAMENTO  * * *

Ufficio del Giudice di Pace di Busto Arsizio
Sezione 01 - Viale Milano, 21 - Gallarate
Comunicazione di deposito sentenza
Procedimento n. 246/2014 - Rito Ordinario - Giudice Simona Sbrana
Depositata Sentenza n. 455/2015 in data 16/06/2015
Repertorio n. 448/2015
Parti in causa nel procedimento:
   Franchini Lorenzo contro Edizioni ACAR srl

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI BUSTO ARSIZIO
il Giudice di Pace Simona Sbrana ha pronunciato la seguente
SENTENZA:

dichiara la risoluzione del contratto stipulato fra le parti in data 23.02.2009

dichiara tenuta e condanna la Srl Edizioni ACAR al pagamento in favore del sig. Lorenzo Franchini della somma di Euro 1.100,00 oltre interessi di mora, come in parte motivata dettagliato.

dichiara, altresì, tenuta e condanna la Srl Edizioni ACAR al pagamento in favore del sig. Lorenzo Franchini delle spese processuali, che liquida in complessivi Euro 710,00 di cui Euro 110,00 per esposti, oltre C.P.A., I.V.A. come per legge e rimborso 15% spese generali

Così deciso in Busto Arsizio - Gallarate, lì 02 aprile 2015


9 commenti:

  1. Per doverosa completezza di informazione è giusto che faccia outing, ammettendo le mie responsabilità. Lo confesso: laddove sono stato invitato a presentare il mio libro in contesti diversi da una libreria, ho provveduto in prima persona alla vendita di copie del volume, acquistate a mia volta direttamente dall'editore a prezzo scontato, pagandole come mi par giusto che sia. Non sempre ho potuto contare su vitto e alloggio da parte di chi mi ha invitato a presentare il volume in giro per l'Italia e per me questo è stato l'unico modo di rientrare in piccola parte delle spese, dal momento che non ho mai potuto contare sul sostegno economico per questa mia attività promozionale da parte dell'editore (cosa per altro non prevista dal contratto, ma credo di aver già detto che ero consapevole di aver sottoscritto un contratto penalizzante).

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  2. Premesso che sono ignorante in materia, ma il bollino SIAE e la sua relativa apposizione non potresti pagarlo tu? In tal modo avresti la situazione sotto controllo.

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    1. Ciao Vincenzo e grazie di questo tuo feedback. La bollinatura SIAE (ovvero l'etichetta argentata che più facilmente capita di vedere sui CD musicali)è facoltativa salvo i casi, quale il mio, ove questa è sancita da una apposita clausola del contratto di edizione. Tale adempimento deve essere "a cura e spese dell'editore". Non vedendo il bollino su nessuna delle copie in vendita qualche sospetto mi era venuto. Sospetto che è diventato certezza una volta che la SIAE con la sua risposta mi ha tolto ogni dubbio.

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  3. A questo punto potresti pure abbandonare l'editore e stamparti da solo i libri su Lulu come ho fatto io. Ne venderai di meno, ma almeno saprai quel che succede e avrai un sicuro feedback col pubblico (non che tu non l'abbia già, ma sarebbe ancora più forte). Ovviamente è un consiglio spassionato ;-)

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    1. Ti ringrazio della partecipazione. Io resto dell'idea che un contratto abbia un suo valore in quanto tale e come tale vada rispettato. Da parecchio tempo ho chiesto, inascoltato, la risoluzione consensuale del contratto. Se sarà necessario andrò in causa, una volta tornato in legittimo possesso dei diritti di ciò che ho scritto valuterò cosa fare, ma resto dell'idea che autopubblicarsi (o pagare per essere pubblicato) non sia quello che vorrei per la mia opera.

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  4. Lorenzo cosa aspetti di stampare il libro in Argentina. Un euro uguale piu meno a 10 pesos oggi.
    Stampare 1000 esemplari sarebbe qualche roba di 25000 pesos.
    L´esemplare pue essere venduto a piu meno 100/120 pesos ogni uno
    Saluti Hector

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    1. Grazie Hector, anch'io sono convinto che un'edizione in lingua spagnola avrebbe un buon riscontro oltre Atlantico. Il mio problema è riuscire a sciogliere il contratto che mi lega a chi mi ha pubblicato nonostante il suo comportamento.

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  5. ciao Lorenzo, anche io ho acquistato una copia del tuo libro in occasione di una tua presentazione a Porto Ceresio.
    non rammaricarti dei quattro spiccioli che hai guadagnato, te li sei sudati e meritati.
    vengo al dunque: anche la mia copia non ha il bollino SIAE, ora, se a te risultano stampate circa 2000 copie e la SIAE dice di non averne ricevuto comunicazione non si profila un reato di evasione fiscale a carico dell'editore?
    hai tutto il sostegno di un Vespista incazzato contro i soprusi.

    ciao

    Mauro Calcinotto

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    1. Mauro, mi scuso con te per la mia risposta tardiva: la notifica deve essersi persa nello spam e me ne sono accorto solo oggi.
      Riguardo a ciò che mi scrivi va detto che la bollinatura SIAE - diversamente dal campo musicale - per quello che riguarda il campo editoriale non è un obbligo di Legge ma è "solo" una buona consuetudine per editori (grandi e piccoli) a cui sta a cuore il buon rapporto con i propri autori. Nel mio caso specifico però la bollinatura SIAE era specificatamente prevista da una clausola del contratto editoriale e, nota bene, era una clausola proposta proprio dall'editore, ed a convincermi a sottoscrivere quel contratto fu proprio quella clausola, che mi garantiva la certificazione di un elemento terzo a quelli che sarebbero stati i "numeri" di vendita realizzati dalla mia "opera prima". Per avere ragione del torto subito ho dovuto quindi ricorrere al Giudice. A breve sarà un anno da che è stata chiusa l'istruttoria e sono ancora in attesa che sia emessa sentenza... ma questa è un'altra storia di inefficienza...

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